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Il Friuli Venezia Giulia potrebbe diventare la Porta ad Est di Milano in occasione dell´Expo universale 2015, la più grande vetrina mondiale in programma fra sette anni nel capoluogo lombardo. Di questa possibilità ha parlato l´ex project manager della candidatura di Trieste all´Expo 2008, Pierpaolo Ferrante, attuale consulente per l´internazionalizzazione di Milano 2015, intervenendo alla fine della conviviale del Rotary Club Muggia, la sera del 1 aprile 2009.
Nell’occasione l’ing. Ferrante ha fatto una breve introduzione per illustrare i primi passi che il comitato organizzatore dell’expo 2015 sta compiendo. In particolare, ha voluto ricordare che all’inizio di dicembre 2008 è stata costituita la Società di Gestione dell’Expo 2015, con la partecipazione dello Stato, del Comune e della Provincia di Milano, della Regione Lombardia, della Camera di Commercio di Milano.
Il tema scelto per la Esposizione Universale di Milano 2015 è Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Questa scelta vuole trattare delle tecnologie, dell'innovazione, della cultura, delle tradizioni e della creatività legati al settore dell'alimentazione e del cibo. Riprendendo tematiche già sviluppate in precedenti edizioni della manifestazione (come ad esempio il tema dell'acqua dell'Expo 2008 di Saragozza), le si vuole riproporre alla luce dei nuovi scenari globali e dei nuovi problemi, focalizzandosi sull'asse principale del diritto ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutti gli abitanti della Terra.

In sintesi, gli obiettivi primari di Expo 2015 saranno:
Rafforzare la qualità e la sicurezza dell’alimentazione, vale a dire la sicurezza di avere cibo a sufficienza per vivere e la certezza di consumare cibo sano e acqua potabile;
Assicurare un’alimentazione sana e di qualità a tutti gli esseri umani per eliminare la fame, la sete, la mortalità infantile e la malnutrizione che colpiscono oggi 850 milioni di persone sul Pianeta, debellando carestie e pandemie;
Prevenire le nuovi grandi malattie sociali della nostra epoca, dall’obesità alle patologie cardiovascolari, dai tumori alle epidemie più diffuse, valorizzando le pratiche che permettono la soluzione di queste malattie;
Innovare con la ricerca, la tecnologia e l’impresa l’intera filiera alimentare, per migliorare le caratteristiche nutritive dei prodotti, la loro conservazione e distribuzione;
Educare ad una corretta alimentazione per favorire nuovi stili di vita in particolare per i bambini, gli adolescenti, i diversamente abili e gli anziani;
Valorizzare la conoscenza delle “tradizioni alimentari” come elementi culturali e etnici.
Si prevede che alla manifestazione partecipino più di 120 Paesi. La Cina, che a Shangai ospita l’EXPO 2010, è il Paese che, per primo, ha formalizzato la sua partecipazione alla manifestazione. L'area, che verrà occupata dai padiglioni espositivi della Expo 2015, è situata nel settore nord-ovest di Milano, nei comuni di Rho e Pero, e occupa una superficie di 1,1 milioni di metri quadrati. Risulta adiacente al nuovo polo espositivo di Fiera Milano, ideato su progetto dell'architetto Massimiliano Fuksas, che può essere considerato come il progetto scatenante della rivoluzione e riqualificazione urbanistica dell'intera area. L'area era occupata un tempo da impianti di produzione industriale ed è stata poi adibita sia a destinazione agricola sia per impianti di natura logistica e per servizi comunali. Le due aree verranno collegate al centro di Milano sia attraverso una via di terra, sia attraverso una via d’acqua. Il progetto “Via d’acqua” permetterà non solo di definire un percorso tematico di avvicinamento all’EXPO, ma anche di riqualificare i Navigli quale segno fortemente caratterizzante il territorio milanese. Si tratta di realizzare un grande parco lineare, sul versante ovest della Città, al cui interno una via d’acqua lunga circa 20 Km, collegherà la Darsena con il sito dell’EXPO e potrà essere percorsa con tempi e modalità diverse.
Per il buon successo dell’Esposizione del 2015 c’è bisogno di un impegno organizzativo straordinario per garantire il funzionamento del sistema ricettivo, del sistema turistico, del sistema legato all’offerta culturale, dei sistemi di trasporto in tutto il nostro Paese. Ecco allora spiegata la necessità di coinvolgere nell’organizzazione altri città d’Italia. In questo contesto, Il Comune di Trieste ha firmato un accordo con quello di Milano. Con questo accordo, Trieste si impegna a collaborare con Milano all’organizzazione di Expo 2015, mettendo a disposizione dell’evento le proprie eccellenze culturali, artistiche e turistico-ricettive, con particolare riferimento al traffico crocieristico e di collegamento marittimo con i Paesi del Mediterraneo e dell’Estremo Oriente. La citta di Trieste possiede eccellenze culturali, scientifiche e una collocazione geografica che la rende “un ponte verso l’Est”. Si tratterebbe di ricoprire un ruolo importante nell´ambito dei rapporti con le realtà dell´Europa centro-orientale e dell´Asia, una sorta di primo contatto con l´Italia rinnovata dall´Expo. Tra i progetti che potrebbero coinvolgere la regione più a nordest d´Italia, anche quello di una via della seta che collegherebbe l´Expo universale di Shanghai 2010 con quello di Milano, costruendo di fatto un percorso di sviluppo scientifico per studiare le diversità dei popoli nei rispettivi ambienti naturali. La presenza in Area Science Park del Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologia - Icgeb, i cui ricercatori hanno da tempo sviluppato una notevole esperienza nella genetica umana, consente di proporre una ricerca su affinità genetiche delle popolazioni dei territori che un tempo erano percorsi dai commercianti sulla via della seta, in un ideale passaggio di testimone tra Shangai e Milano. Un altro settore di eccellenza nella ricerca, presente in Area Science Park, quello sui polimorfismi genetici dei recettori per il gusto, potrebbe fornire un ulteriore spunto per un progetto di ricerca, in linea con il tema scelto per l’EXPO 2015. L’ing. Ferrante ha concluso il suo intervento, stimolando il Presidente del Rotary Club Muggia e gli altri Soci a pensare ad un progetto che coinvolga i Rotary Club dei Paesi nei quali il progetto “via della seta” andrà sviluppandosi.

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