4° ROTARYCAMP ANCARANO-DEBELI RTIC
- Dettagli
- Scritto da Paolo Crociato
Novità: I Rotary Club di Koper, Muggia, Trieste e Trieste Nord presentano: 4° ROTARYCAMP ANCARANO-DEBELI RTIC |
Novità: I Rotary Club di Koper, Muggia, Trieste e Trieste Nord presentano: 4° ROTARYCAMP ANCARANO-DEBELI RTIC |
![]() |
Il nostro Club si è recato in Slovenia, a Novo Mesto, per sancire il gemellaggio con il Rotary Club locale, presieduto da Stane Zagar.
I due Club si erano già incontrati, varie volte, ed, in queste occasioni, era emersa la volontà di operare assieme per creare dei services, a favore delle comunità dei territori di competenza delle due Nazioni.
Questo, infatti, è lo spirito rotariano: attività umanitaria e conservazione del patrimonio culturale, storico ed artistico del territorio, senza tener conto dei confini (che, in questo caso, non esistono più, dal 2007), senza distinzione di cultura, lingua e religione.
Il Rotary Club di Muggia si è recato in visita all’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Materno Infantile “Burlo Garofolo” dove è stato accolto, come da suo stile, aprendosi al dialogo su importanti tematiche di salute della donna e del bambino. All’incontro hanno, infatti, partecipato numerosi operatori dell’Istituto che hanno, brevemente, presentato alcune attività clinico-diagnostiche di eccellenza, da loro sviluppate, su cui i rotariani presenti hanno posto domande, che si sono susseguite anche nel corso della parte conviviale della serata. In particolare, il genetista Paolo Gasperini ha intrattenuto gli ospiti sul lavoro di ricerca e di supporto alla clinica che la struttura da lui diretta sta effettuando, con importanti riconoscimenti internazionali ed Eva Orzan, nuovo primario otorinolaringoiatra, ha presentato la ricca attività già svolta in tema di diagnosi, terapia e riabilitazione, delle sordità in età neonatale ed infantile, mettendo in luce le brillanti possibilità di recupero funzionale permesse dagli impianti di coclea, da lei, ripetutamente effettuati, nel breve periodo di lavoro a Trieste. continua
![]() |
L'inizio
Un giorno, alle elementari, la lezione era finita dieci minuti prima del suono del campanello e il maestro, che forse non sapeva come riempire quello spazio, chiese: “Chi sa raccontare una favola?” Alzai la mano e cominciai a raccontare. La cosa ebbe un certo successo tra i miei compagni, tanto che da quella volta il maestro ogni tanto diceva: “Se farete i bravi oggi finiremo un po' prima e vi farò raccontare una storia da Marani.” Iniziai raccontando tutte le fiabe che mi aveva narrato mia nonna ma ad un certo punto queste si esaurirono, ed allora presi ad inventarne delle nuove. Più tardi scoprii la bellezza di raccontare attraverso le immagini. Fu quando, sempre alle elementari, l'insegnante disse che i disegni più belli sarebbero stati appesi alle pareti della classe. Alla fine dell’anno il 50% dei disegni colorati appesi ai muri erano miei. Cominciava a nascere in me la passione per la pittura. Alle medie le prime caricature dei professori, poi di alcuni politici, qualche periodico cominciò a pubblicarmele così, in seguito, accanto a tele e colori mi trovai a disegnare per i giornali. continua
![]() |
Domenico Rossetti era nato a Trieste il 19 marzo 1774, da una ricca famiglia di commercianti proveniente da Peschiera. (Il padre Antonio, nato a Fiume, discendeva per via materna dai de Scanderberg albanesi, nominato da Maria Teresa conte volle riportare col titolo nobiliare l’attributo «de Scander»),
Studente al Collegio Cicognini di Prato, di filosofia a Graz, di giurisprudenza a Vienna, Rossetti fu in gioventù un appassionato cultore di poesia e di lettere. Avvocato, specialista in diritto pubblico e privato, dedicò la sua vita a difendere, gli interessi materiali e spirituali della città e del suo Comune. Continua
| |
Il linguaggio è una forma della ragione umana, con una sua logica interna della quale gli uomini non conoscono nulla.
Claude Lévi-Strauss
Con questa citazione il Dr. Marco Carrozzi Direttore della Struttura Complessa di Neuropsichiatria Infantile e Neurologia Pediatrica del Burlo Garofolo di Trieste, ha iniziato la sua relazione. Il bambino nasce con un patrimonio genetico e con una predisposizione innata per il linguaggio, anche se imparare a capire e a parlare una lingua è un’impresa molto complessa.
Il linguaggio si connota per la sua capacità di utilizzare i suoni (i fonemi che sono quei suoni distinti dagli altri suoni di una lingua che rendono possibile l’identificazioni di sillabe e parole) e di attribuire un significato alle parole (semantica). Nell’ambito della semantica, consideriamo ancora : il lessico cioè il vocabolario che ciascuno di noi si è formato e che continua a formarsi nel tempo, la morfologia (es. la corretta forma del tempo dei verbi) ed infine la sintassi (le regole che governano la formazione delle frasi); la grammatica governa poi le corrette articolazioni fra morfologia e sintassi. La pragmatica, l’uso cioè della lingua nella dimensione sociale ed interpersonale, con le sue coordinate articolate in funzioni comunicative, conversazione e discorso, è un’altra fondamentale categoria, sovraordinata alle altre in termini di complessità e di funzionalità. Continua
| |
![]() |
Si può essere più belli di quanto madre natura ci ha fatto? La rispsota va cercata nella relazione che il Dr. Costantino Davide ha tenuto dopo la conviviale del 15 febbraio scorso. Come tutti i prodotti della conoscenza umana, anche la chirurgia plastica non è sorta da un momento all’altro, infatti, la sua origine è millenaria
Già nel 4000 a. C. gli egiziani correggevano chirurgicamente deformità dovute a mutilazioni e traumi facciali.
In India nel VI sec. a.C., il chirurgo indiano Sushruta descrive la sua tecnica di ricostruzione del naso, quella che tuttora viene definita “metodo indiano”
I Greci sono i precursori in Europa , grazie ad Alessandro Magno che importa nel IV sec. dall’India le tecniche ricostruttive e ad Ippocrate che ne fa riferimento nel suo “corpus hyppocraticum”.
In Occidente Celso, (25 a.C.-50d.C.), scrive il “De medicina” ritrovato appena nel1433 dal papa Nicola V e Galeno, (129-199 d.C.), che con le sue teorie domina per 15 secoli la medicina europea, fino a Vesalio (1514-1564).
Contemporaneamente, dal IV sec., i medici della dinastia Chin in Cina, correggono il labbro leporino
Attorno l’anno 1000 gli arabi descrivono blefaroplastiche estetiche
Fino all’inizio del Rinascimento, la chirurgia plastica soffre una remissione causata, probabilmente, da preconcetti religiosi, le malformazioni fisiche erano una manifestazione della volontà divina. Un altro motivo di rifiuto dell’attività chirurgica a fini ricostruttivi era dovuto al fatto che molti interventi di ricostruzione nasale andavano a coprire un comportamento sessuale immorale: uno dei segni della sifilide infatti, era proprio la deturpazione del naso.
Fu quindi in questo periodo che la pratica chirurgica passò nelle mani di barbieri e mestieranti che operavano clandestinamente, affidandosi all’esperienza più che ad una conoscenza scientifica. Continua