A cura di Ferruccio Divo. Nell'anno rotariano 2009-2010, i Rotary Club di Muggia, Capodistria, Trieste e Trieste Nord hanno organizzato un service a favore di 11 disabili. Il soggiorno della durata di una settimana, dal 22 al 29 agosto 2009, si è tenuto nella struttura della Croce Rossa slovena di Punta Grossa (Debeli Rtic), penisola posta tra Lazzaretto ed Ancarano. L'idea di questo tipo di service è nata dal successo crescente che riscontra quanto fatto da oltre 20 anni ad Albarella e dalla aumentata richiesta di accesso a quel campus organizzato dal nostro Distretto 2060.
”L’Italia e’ un paese sicuro. Lo testimoniano tutti i dati in nostro possesso. E’ quanto ha affermato nel corso della conversazione tenuta alla fine della conviviale del 3 settembre scorso l’onorevole Ettore Rosato, parlamentare del Pd e componente del Copasir (Comitato Parlamentare di Sicurezza della Repubblica). Per il Suo ruolo istituzionale, l’onorevole Rosato vanta un osservatorio di primo piano. Da questa prospettiva, ha voluto tracciare un breve profilo della situazione italiana, per quanto riguarda il tema sicurezza, cominciando col richiamo ai successi delle forze di polizia contro la criminalità organizzata. Un particolare riferimento è stato fatto alla Sicilia, terra in cui il lavoro di “intelligence”, svolto dai servizi segreti, ha consentito l’arresto di personaggi di primo piano collegati alla mafia, minando alla base la struttura stessa dell’organizzazione. Non altrettanto si può dire per la presenza dello Stato in Calabria, regione in cui la ‘ndrangheta controlla, di fatto, il territorio, regolandone l’economia. Infatti, può disporre di notevoli risorse economiche, impiegate non per produrre utili, ma solo per il riciclaggio del denaro. E’ il sostegno alle forze di polizia il secondo punto trattato dall’onorevole. A fronte di una diminuzione di vari reati, segno evidente delle capacità professionali dei corpi di sicurezza, c’è la necessità di confrontarsi con la continua riduzione delle risorse disponibili, in un settore in cui il continuo sviluppo della tecnologia richiederebbe continui investimenti.
I maestri e gli allievi, i rapporti tra chi insegna e chi apprende sono il tema della conversazione tenuta dal Dr. Francesco Razzetti al termine della conviviale del 15 luglio 2009. Spesso può capitare nel dialogo con i propri figli di chiedersi chi è l’allievo e chi il maestro... Credo che questo succeda perchè il comportamento dei bimbi non è viziato da atteggiamenti o da conclusioni suggerite per avere un determinato successo o riscontro con il prossimo, la loro è una visione a breve termine che non considera il succedersi delle situazione sul medio lungo periodo oltre all’impatto che possono avere nel bene e nel male sul prossimo. Un bimbo può vedere una grande pozzanghera e magari attraversarla inzuppandosi le scarpe solo perchè è troppo larga per saltarla senza pensare che potrebbe fare il giro “lungo” salvando così le proprie calze-scarpe e non facendo arrabbiare i genitori. Il suo è un comportamento diretto, potrebbe dirti che il suo obiettivo è superare l’ostacolo, non c’è nessun tipo di atteggiamento atto a creare disagio a chi l’accompagna, però poi occorre tornare a casa a cambiarlo con grande fastidio di papà e mamma. Poco tempo fa mio figlio ha fatto una cosa del genere, dopo la mia arrabbiatura gli ho chiesto il perchè l’avesse fatto inzuppandosi le scarpe e la sua risposta mi ha fatto riflettere: il suo ragionamento era assolutamente plausibile...Tempo prima, pensando alla fatalità della vita, ho scritto un libro per il mio primo figlio Tommaso, “storia di un passero e dell’uomo che gli insegnò a volare”, pensando di lasciargli una lunga lettera dove con molta leggerezza gli raccontavo quelli che per suo papà sarebbero stati i valori che avrei voluto lui facesse suoi in età adulta.
Il sito del Rotary Muggia cresce e diventa più grande! Dopo aver superato i 17.000 visitatori dalla sua apertura, il portale acquista nuove funzionalità:
1) Diventa protagonista! Ora tutti i lettori, soci e amici possono contribuire ai contenuti del sito inviando articoli e comunicati stampa di interesse comune. Scrivere un articolo è molto semplice e non richiede alcuna competenza tecnica.
La conviviale del 22 luglio 2009, ha avuto come gradita relatrice la Dr.a Serena Tonel, Rappresentante distrettuale del Rotaract del Distretto 2060. Mi è stato chiesto di intervenire in questa conviviale, ha esordito, per spiegare che cos’è il Rotaract e soprattutto come il Rotary può svolgere al meglio il suo ruolo di supporto nei confronti del Rotaract. Per rispondere a queste domande è necessario fare un passo indietro e ricordare i motivi che hanno portato all’istituzione del Rotaract ad opera del Rotary International nel 1968. Come sappiamo, la fine degli Anni ’60 si caratterizzava per i forti movimenti sociali e soprattutto per la profonda frattura tra generazioni diverse. In questo contesto il Rotaract vede la luce proprio per la volontà del Rotare di creare una piattaforma di dialogo, un contesto in cui generazioni diverse avrebbero potuto confrontarsi e superare le barriere nella comunicazione.
Il termine mobbing, di derivazione anglosassone, negli ultimi tempi, è diventato di uso comune nel nostro Paese per indicare, in linea generale, il fenomeno delle violenze morali e psicologiche che possono verificarsi sui luoghi di lavoro. Il mobbing è stato il tema della relazione tenuta alla fine della conviviale del 1 luglio 2009, dalla Prof.a Roberta Nunin, Docente di Diritto del Lavoro del nostro Ateneo. Il verbo inglese “to mob“ significa, letteralmente: assalire, aggredire in massa, ed è, generalmente, usato in etologia per indicare il comportamento di alcune specie animali. Consiste nell’accerchiare e minacciare un membro del branco per costringerlo ad allontanarsi dal gruppo, ma con lo stesso termine si indica anche la mafia. Nella sua trasposizione, in ambito lavorativo, la parola mobbing assume il significato di pratica vessatoria, persecutoria o, più in generale, di violenza psicologica perpetrata dal datore di lavoro o da colleghi (mobber) nei confronti di un lavoratore (mobbizzato), che si viene a trovare in una condizione indifesa di debolezza e di sofferenza. Tutto questo avviene, spesso, in aziende con più di 15 dipendenti, per costringere il lavoratore alle dimissioni o, comunque, ad uscire dall’ambito lavorativo. I motivi della persecuzione possono essere i più svariati: invidie, gelosie, disorganizzazioni lavorative, con carenza di regole, che colpiscono le vittime designate, alle quali non si lascia spazio per costruire e gestire i normali rapporti interpersonali e professionali. Gli elementi identificativi del mobbing sono dunque: la presenza di almeno due soggetti, il mobber ed il mobbizzato, che entrano in contrasto tra loro, e l’attività vessatoria che, per essere riconosciuta come mobbing, deve essere continua (secondo alcuni almeno 6 mesi). Lo scopo del Mobbing è di isolare la vittima sul posto di lavoro e/o di allontanarla definitivamente o, comunque, di impedirle di esercitare un ruolo attivo sul lavoro . Il mondo del lavoro è caratterizzato da una serie di scontri e conflitti che vedono protagonisti tutti i lavoratori, conflitti che, abitualmente, sono di un'identità tale da non compromettere in modo permanente la qualità dei rapporti tra i lavoratori e la loro salute psicofisica. Esistono, però, dei conflitti che perdono questa caratteristica di ''normalità'', per assumere quella di ''patologia'', nel senso che sono talmente violenti, che portano alla distruzione psicofisica di uno dei contendenti e, spesso, anche delle loro famiglie, all’interno delle quali vengono scaricate le tensioni. Si può cominciare a parlare di Mobbing quando gli attacchi di uno (o più) dei rivali nei confronti del collega o sottoposto più debole, occorrono con una frequenza molto elevata (statisticamente almeno una volta la settimana) e per un periodo di tempo lungo (statisticamente per almeno 6 mesi) in modo tale che il soggetto, preso di mira, si trovi in una posizione di ''assoluta'' e ''costante'' inferiorità ed impotenza, che lo porta a subire gravi conseguenze sul piano psicologico, sul piano fisico e su quello sociale. Come si realizza il mobbing?
La ruota ha completato un altro giro. Nell’atmosfera delle grandi occasioni, con la cornice che solo Giorgio Suraci sa creare, mercoledì 24 giugno 2009, si è svolta la cerimonia del passaggio del martello tra Furio Silvestri, Presidente nell’anno rotariano che si chiuderà tra qualche giorno e Gianfranco Cergol, Presidente nell’anno rotariano 2009-2010. Il Presidente ha tracciato il bilancio di un anno di attività, ricco di iniziative e di avvenimenti, vissuto in un clima amichevole.
L’Università è al centro dell’attenzione del Governo e della Società Civile, anche se il modo, con cui sta tenendo la ribalta, non è il più gradito né il più consono alla realtà. Infatti, in un periodo di grande crisi economica, in concomitanza con la contrazione delle risorse, l’Università è obbligata a far fronte a drastiche riduzioni del bilancio, nel mentre la stampa e le televisioni parlano degli scandali dei concorsi, di parentopoli e della fanulloneria dei Docenti. In questo scenario, descritto dal prof. Francesco Peroni, Magnifico Rettore dell’Università di Trieste, durante la conviviale del 17 giugno 2009 del Rotary Club Muggia, per inquadrare il contesto in cui i Rettori degli Atenei italiani si devono muovere, il Governo si accinge ad intervenire. Infatti, sta per essere varato un disegno di legge di riforma dell’Università, che ha tutte le premesse per essere portato avanti, fino alla approvazione finale del Parlamento, dove il Governo ha ampia maggioranza.
Questo sito utilizza cookies tecnici e sono inviati cookies di terze parti per gestire i login, la navigazione e altre funzioni. Cliccando 'Accetto' permetti l'uso dei cookie, cliccando 'Rifiuto' nessun cookies verrà installato, ma le funzionalità del sito saranno ridotte. Nell'informativa estesa puoi trovare ulteriori informazioni riguardo l'uso dei cookies di terze parti e la loro disabilitazione. Continuando nella navigazione accetti l'uso dei cookies.
Hai rifiutato i cookies. Questa decisione è reversibile.
Avete accettato l'utilizzo dei cookies sul Vs. computer. Questa decisione è reversibile.
Questo sito utilizza cookies tecnici e sono inviati cookies di terze parti per gestire i login, la navigazione e altre funzioni. Cliccando 'Accetto' permetti l'uso dei cookie, cliccando 'Rifiuto' nessun cookies verrà installato, ma le funzionalità del sito saranno ridotte. Nell'informativa estesa puoi trovare ulteriori informazioni riguardo l'uso dei cookies di terze parti e la loro disabilitazione. Continuando nella navigazione accetti l'uso dei cookies.